ragù di tinca

Voi come festeggiate la vigilia di Natale? Qualche giorno fa, durante la mia brevissima pausa pranzo, guardavo un programma televisivo in cui si parlava delle diverse abitudini nazionali in merito. Sono rimasta veramente di stucco quando ho sentito che in alcune regioni la sera del 24 dicembre è una sera come le altre.

Da noi il Natale è una ricorrenza non ben definita in termini temporali, a cavallo tra il 24 e il 25 dicembre. Tra le due date, è indiscutibilmente il 24 quella più sentita, con l’atmosfera intrisa di calore e quasi di magia che l’accompagna. Il cenone in attesa dell’a mezzanotte è frutto di una programmazione iniziata giorni prima, e il menù è il risultato di una lunga contrattazione tra mia madre e le altre donne della famiglia, che puntualmente sembrano essere d’accordo solo su una cosa: come tradizione vuole si mangia pesce, dall’antipasto al secondo.

E’ un’abitudine che affonda le radici nel passato, quando il pesce era considerato un alimento povero, umile e quindi ideale per essere consumato nel pasto austero che precedeva l’avvento.

Presa da varie cose sono un po’ in ritardo sulle ricette natalizie, ma spero di farmi perdonare questa settimana.  Oggi vi propongo un primo piatto un po’ inconsueto. Perché quando si parla di pesce, il pensiero corre subito al pesce di mare, senza quasi mai considerare il pesce d’acqua dolce. Visto che per me è stata una riscoperta e vi ho già parlato QUI delle sue preziosissime qualità, perché non proporvi una ricetta all’altezza di un evento così importante?

Quindi, ecco a voi ingredienti e procedimento per un originale ragù di tinca. Potete usarlo per condire la pasta che volete, ma vi consiglio vivamente mezze maniche o mezze penne rigate.  Provatelo e fatemi sapere se avete mai assaggiato una tale prelibatezza!

tinca

ragù di tinca

RAGU’ DI TINCA

Tipo di ricetta: Dessert
Preparazione:
Cottura:
Tempo Totale:

Porzioni: 4 persone

Ingredienti

    • 1 tinca da 600 gr,
    • spezie varie (salvia, aglio, cipolla, peperoncino, etc…)
    • 500gr di passata di pomodoro

     

    Procedimento

    1. Sfilettare e spellare la tinca. Non è un’operazione del tutto semplice, ma non abbiate timore di “sprecare” qualcosa lasciandolo attaccato alla lisca.
    2. Fate a pezzetti la carne recuperata e rosolatela in una capiente padella, in cui avrete preparato un soffritto con aglio, olio e peperoncino.
    3. Con gli scarti del pesce, pelle esclusa, preparare un brodo aggiungendo spezie a piacimento, come per la preparazione di qualsiasi brodo di pesce. Fate bollire a lungo, cercando di sfruttare al massimo la carne rimasta attaccata a lisca e spine.
    4. Scolate e filtrate il tutto, e aggiungetelo nella padella a coprire la carne della tinca precedentemente soffritta. Aggiungete la passata di pomodoro e di tanto in tanto il brodo, fino a completa evaporazione della parte liquida.
    5. Se vi è avanzato del brodo mettetelo pure nella pentola dove andrete a cuocere la pasta.
    6. Cuocete e scolate la pasta e conditela con il ragù. Buon appetito!
    Print Friendly